La Space Economy in Italia

La politica spaziale italiana- The Italian Space Policy

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Punti Chiave

  • Le radici culturali della New Space Economy in Italia.
  • Scoperte spaziali per la terra: la relazione simbiotica tra il Sahara e l’Amazzonia
  • Futuro e potenzialità economiche del settore spaziale in Italia
  • L’iniziativa “Space & Blu”

Lo Spazio: la sconosciuta eccellenza italiana

Se ci pensiamo, non avrebbe potuto essere altrimenti. La maggior parte degli Italiani cresce con l’orizzonte aperto del mare d’innanzi a se, e montagne irte di foreste, sentieri nascosti e itinerari di pellegrinaggi alle proprie spalle: dunque, non potevamo che essere un popolo di viaggiatori ed esploratori. La nostra vocazione di mercanti e viaggiatori, ci ha da sempre spinti verso le nuove frontiere dell’ignoto: Marco Polo, Cristoforo Colombo, Amerigo Vespucci, Pietro Savorgnan di Brazza, Umberto Nobile. Ogni grande epoca dell’esplorazione ha avuto gli italiani in prima fila, e oggi, che lo Spazio è la nuova frontiera da strappare all’ignoto, non fa eccezione. L’Italia fu tra i primi paesi a partecipare alla corsa allo spazio, avviando un suo programma spaziale, in collaborazione con la NASA, già nell’Aprile del 1961. Il primo risultato si ebbe già nel 1967, con il lancio del San Marco 1, e da allora il nostro paese ha coltivato, un pò nell’anonimato del grande pubblico, un’eccellenza nel settore. Oggi l’Italia è uno dei pochi paesi europei ad avere una filiera integrata completa per quello che riguarda la New Space Economy, sia per l’altissimo capitale tecnologico che gli esperti italiani riversano nelle aziende, sia perché lo stato, a partire dal 2022, ha sovvenzionato lo sviluppo del settore con commesse e finanziamenti per più di due miliardi di euro di investimento. Oggi, il settore della New Space Economy si è affermato come uno dei più virtuosi esempi delle potenzialità dell’impresa italiana, fino al punto da affermarsi come punto di riferimento globale per la produzione di servizi e brevetti. Una vera e propria rivincita del modello economico fondato sulle potenzialità creative degli italiani, oltretutto con delle logiche di posizionamento fisico delle aziende che sono parzialmente contrari a quelle tradizionali.

Tecnologie del futuro.

Ciò che ha reso, fin dal primo momento, il settore dello spazio particolarmente dinamico e appetibile, è stato il fatto che le tecnologie che vi sono coinvolte hanno delle importanti ricadute per quello che concerne difesa e sicurezza. Si tratta di una “naturale” evoluzione del dual use, il principio per cui una tecnologia ha applicazioni possibili sia in campo civile che militare. Il settore dell’Earth Observation è forse uno dei migliori esempi di questa ambivalenza: la creazione di un’ infrastruttura satellitare per l’osservazione terrestre è infatti fondamentale per la mappatura e il monitoraggio dei confini, il supporto alle attività di intelligence e la costruzione di una rete di comunicazioni veloci e difficilmente intercettabili. Ma al fianco delle finalità militari, risulta anche estremamente utile per la navigazione GPS, il monitoraggio di incendi ed emergenze e anche l’osservazione “dall’alto” di fenomeni terrestri che erano fino a poco tempo fa ignoti. Per esempio, è grazie all’osservazione satellitare se nel 2015 si è scoperto, mappandolo in tempo reale, il legame fondamentale tra la sabbia del Sahara e la fertilizzazione del suolo della foresta amazzonica. Quindi, la costruzione di satelliti artificiali nello spazio ci ha consentito di fare una scoperta fondamentale rispetto alla relazione tra sistemi ecologici, che a sua volta è un campo tecnologico fondamentale per l’esplorazione spaziale (e sul quale, siamo in realtà ancora indietro). C’è poi il settore della scienza dei materiali, che è quello che forse più di tutti ha ricadute significative sulla vita quotidiana. Per esempio: buona parte dei materiali termici riflettenti e delle tecnologie di schermatura, come gli schermi parasole che tutti mettiamo sulle auto, vengono proprio dalla ricerca spaziale. Oggi il 60% delle imprese operanti nel settore Space Economy integrano le attività spaziali con altri comparti, una riprova evidente di quanto sia rilevante il dual use. Quello che poi è forse il punto di vista più affascinante della ricerca nel settore spaziale, è quello che riguarda la costruzione di laboratori e simulatori orbitali. Non solo lo spazio è una nuova frontiera, piena di fenomeni da osservare da un punto di vista privilegiato, ma la materia ha un comportamento differente, quando non è soggetta alle sollecitazioni e l’influenza terrestre. Questo apre potenzialmente la strada per nuove scoperte che, aumentando la nostra comprensione della fisica e dell’energia, possono tradursi in innovazioni fino a prima impensabili.

La Strategia vincente: finanziamento pubblico e per la ricerca.

La chiave di volta del successo del settore new space economy italiano è stato lo strategico finanziamento pubblico del 2022. Lo stanziamento, che ammontava a 2,1 miliardi di euro, è stato legato ai fondi PNRR, e direzionato in due correnti principali, affidate all’ European Space Agency (ESA) e Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Il finanziamento è andato a potenziare un settore che era già estremamente promettente: secondo i dati Istat del 2021, le aziende operanti nel settore spaziale generavano un volume di produzione pari a 8 miliardi di euro, con un surplus in positivo di 500 milioni di euro nel rapporto inport/export. Il finanziamento è quindi andato a iniettare energia in un sistema che già era sano ed estremamente vitale, generando una cascata esponenziale di vantaggi. Uno dei punti di forza di questo settore, infatti, è che tocca contemporaneamente una miriade di settori tecnologici, dall’informatica alle telecomunicazioni, dalla scienza dei materiali ai superconduttori, dai chip alla mineralogia. Lo scopo dichiarato era investire in costruzione e potenziamento di infrastrutture spaziali e satellitari, ovvero facilitare il raggiungimento dell’orbita attraverso potenziamento tecnologico, ingegneristico e infrastrutturale, potenziando la presenza europea e italiana in orbita. Il frutto dell’investimento è stata la messa in orbita della costellazione satellitare IRIDE: una rete di satelliti interconnessi che arriverà a comprendere 68 installazioni, in grado di raccogliere una serie di dati sulla terra che saranno accessibili tramite apposito marketplace e che è il perno nazionale del settore Earth Observation. Ma c’è molto di più, perché è altamente probabile che un brevetto prodotto nella New Space Economy abbia ricadute su una pletora di altri settori: dal militare alla navigazione, fino a toccare la nostra vita quotidiana. Ricerca e innovazione sono infatti due elementi in cui il settore della New Space Economy è per sua natura intrinseca più dinamico rispetto ad altri, cosa che si vede molto bene considerando il volume degli investimenti nel comparto. Sempre valutando i dati del 2021, quindi prima della grande tranche di finanziamento, il settore Space Economy aveva una media di spesa per la ricerca e sviluppo l’1.6 volte superiore (quindi il 260%) rispetto alla media nazionale italiana. Tra il 2000-2011 e il 2012-2002, questo si è tradotto in una crescita del +91% in termini di brevetti di settore depositati, superiore alla media mondiale (+88%) per lo stesso periodo. In definitiva, si tratta di un settore modernissimo e fortemente orientato al futuro, rivolto in particolare ai più giovani, e che impiega attivamente una legione di ricercatori. In altre parole, fa quello che buona parte degli economisti propongono da anni come ricetta di rilancio del paese.

L’Iniziativa Space & Blue

Il maxi finanziamento del 2022 ha ottenuto molto più dei risultati sperati, ma data la sua natura di emanazione di fondi PNRR, aveva per forza di cose una dimensione di straordinarietà. Ora che le sono in chiusura le ultime procedure di finanziamento, ASI e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy si sono attivati per continuare il finanziamento al settore, dedicando particolare attenzione all’allargamento della filiera attraverso l’iniziativa “Space & Blue. Questo progetto, nato nel 2023, va ad innestarsi nel campo dell’Earth Obervation, ed è mosso sia da motivazioni di sicurezza, che da logiche commerciali. Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio per la Space Economy del PoliMi, il mercato dell’Earth Observation ha raggiunto un valore di 340 milioni di euro nell’anno 2025, segnando un incremento di valore del +17% rispetto all’anno precedente. Tenendo conto di questi numeri, e del fatto che il settore sta avendo una espansione in tutto il globo, anche per le considerazioni legate alla sicurezza e al confronto geopolitico, tutto lascia presagire che il trend positivo continuerà anche nei prossimi anni. Ecco dunque la ratio dietro al decisione di continuare i programmi di finanziamento, a maggior ragione tenendo conto che, a partire dal 13 giugno 2025, l’Italia ha adottato anche una sua legge per disciplinare la materia spaziale. Space & Blue si va a quindi a collocare in questo contesto, ponendosi come obiettivo l’allargamento della filiera aereospaziale verso il settore marittimo. Le motivazioni, evidentemente spaziano dal commerciale alla sicurezza, poiché se da un lato la cantieristica è una delle voci più importanti dell’economia nazionale, dall’altro il Mediterraneo sta rapidamente aumentando la sua rilevanza dal punto di vista geopolitico. In definitiva, Space & Blue si presenta come una grandissima opportunità di affermazione nazionale, e se il progetto dovesse mantenere il supporto e il coinvolgimento sperato, potrebbe configurarsi come la creazione di un nuovo mercato che, ancora una volta, vedrebbe gli italiani in prima fila verso orizzonti inesplorati.

BIBLIOGRAFIA

AA.VV Mediterraneo: ritorno al centro del mondo. Il Cerchio editore 2024

Antonio Bartoloni, Andrea Vecchia, Marco Bernardi, Il Piano Space Economy: un nuovo strumento di politica industriale, in “Rivista economica del Mezzogiorno, Trimestrale della Svimez” 3-4/2019, pp. 893-919, doi: 10.1432/96263

Credi, Ottavia, and Camilla Vianini. Space and European Digital Sovereignty. Istituto Affari Internazionali (IAI), 2022.

Accounting for the impact of space policies Florio, Massimo; Castelnovo, Paolo; Landoni, Matteo; Lupi, Veronica; Morretta, Valentina; Vurchio, Davide; Zirulia, Lorenzo; Di Ciaccio, Simonetta; Piermaria, Mauro published in Space Policy 2024 DOI (link to publisher) 10.1016/j.spacepol.2023.101597

Valentina Chabert, Guerre Spaziali: conflitti e competizione per le risorse nell’era delle società private. Ottobre 2025 Ledizioni.

SITOGRAFIA

Inaf.it 14/12/2020 – Lancio del Satellite San Marco 1

Ministero Degli Affari Esteri e della cooperazione Internazionale – sito ufficiale- Sezione Spazio

Mimit. gov – Testo DPCM 18 febbraio 2022

ASI.it 3 giugno 2026 – Costellazione satellitare per l’osservazione della Terra

Space&blue.it Sito ufficiale – Il progetto Space & Blue

Treccani.it – Pietro Savorgnan di Brazza

Centro di Ricerca Guido d’Orso – Umberto Nobile

Ministero Delle Imprese e del Made in Italy – PNRR – Tecnologie satellitari ed economia spaziale (M1C2 I4)

ASI.it 21 maggio 2026 – Firmata la convenzione tra ASI e MIMIT per l’attribuzione del progetto Pilota inter dominio Space 6 Blue

Osservatori.net 3 marzo 2026 – La Space Economy Italiana alla prova post PNRR

ISTAT 9 dicembre 2025 – L’economia dello Spazio.

Data Policy Costellazione Satellitare IRIDE

Domus Europa 6 giugno 2023 – MEDITERRANEO MULTIPOLARE, OVVERO LA SFIDA DI UN FUTURO MIGLIORE

ScienceNasa.gov 28 Aprile 2015 – Desert Dust Feeds Amazon Forests

Gazzetta Ufficiale – Testo della Legge 89/2025

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