Un crocevia strategico tra Asia ed Europa
La maggior parte delle persone non saprebbe trovare l’Armenia su una carta geografica, sebbene sia indubbiamente un paese il cui nome rientra più volte nella storia culturale di qualsiasi paese occidentale. In effetti, questo è piuttosto comprensibile: il paese ha un’estensione territoriale piuttosto ridotta, appena 29.743 chilometri quadrati (una grandezza sostanzialmente comparabile alla media di una regione italiana), ed è incastonato in una zona geografica che, sia perché è ai confini tra l’Asia e l’Europa, sia perché per lungo tempo è stata all’interno di conglomerati territoriali sovranazionali, pochissimi conoscono. Tuttavia, in un mondo dove esiste internet e prendere l’aereo è sostanzialmente il mezzo di trasporto base, la dimensione dell’ampiezza spaziale è importante solo fino ad un certo punto, mentre quella della posizione lo è molto di più. La repubblica armena è infatti incastrata tra la Turchia, uno stato il cui progetto politico è in dirittura di collisione con quello di Israele (per stessa ammissione del portavoce di Netanyau), l’Azerbaijan, uno stato turcofono che è attualmente uno dei più importanti bacini di approvvigionamento di idrocarburi per l’Europa, e l’Iran. Si trova, dunque, al centro di diversi crocevia: nel sottosuolo armeno passano i gasdotti che garantiscono l’approvvigionamento dell’Europa, il suo confine con l’Iran rappresenta un ponte di collegamento tra la Federazione Russa e la Repubblica Islamica, e la sua posizione la colloca anche strategicamente verso i progetti di collegamento continentale della Cina. Già nel settembre dello scorso anno, nel corso dell’Università d’Estate organizzata da Identità Europea, supponevo che attorno all’Armenia sarebbe scoppiata la prossima bomba geopolitica di destabilizzazione dell’area entro l’anno. Avevo sbagliato la mia previsione giusto di qualche grado di longitudine.
Chip, Conduttori e I.A. L’Armenia come polo economico in potenza
Come tutti gli stati post-sovietici, l’Armenia ha dovuto confrontarsi con il problema degli oligarchi e della corruzione nei neonati apparati amministrativi democratici. Questo stato di cose ha, per anni, bloccato significativamente la crescita economica del paese, che ha delle importanti miniere d’oro, ma oltre a quello non presenta appeal economico per i tradizionali settori del primario e del secondario. Dove invece l’Armenia brilla, è nel fatto che gli armeni, a fronte di una popolazione domestica molto ristretta (3,08 milioni) hanno un tasso di laureati piuttosto alto, in particolare con un solido 20% dei laureati che si laureano o ottengono dottorati in discipline STEM ogni anno. Inoltre, il paese ha una posizione interessante nel settore della produzione energetica, in quanto ha ereditato dall’URSS la centrale nucleare di Metsamor, l’unica del Caucaso. In definitiva, dove un economista vede nell’Armenia un paese tutto sommato poco interessante, il consulente strategico vede piuttosto un fenomenale produttore di cervelli reclutabili a basso costo. Non a caso, in Armenia le principali installazioni industriali sono in quei settori hi-tec che richiedono una manodopera ad alta qualificazione: in particolare, nel paese sono attive Nvidia e Synopsys. Questa è una società che è molto meno conosciuta dal grande pubblico, rispetto alla precedente, ma che nondimeno ha un ruolo di primissimo piano sulla scena mondiale. É infatti l’azienda leader per quello che riguarda la tecnologia dei chip in silicone, e ha anche una profonda e strategica expertise per quello che riguarda semi e microconduttori (finFET), componente fondamentale per il funzionamento di tutti i chip. Synoptys ha in Armenia uno dei suoi principali stabilimenti di progettazione fuori dagli Stati Uniti, che impiega più di 1000 dipendenti ed è dedicato in particolare al terzo ramo dell’azienda, ovvero le intelligenze artificiali dedicate a simulazione e progettazione della micro componentistica di precisione. L’arrivo nel paese caucasico di Nvidia è più recente e, fino a poco tempo fa, era prevalentemente stato diretto verso le partnership con l’università e il recruiting. Con la firma del memorandum di cooperazione tra gli USA e l’Armenia dell’agosto 2025, Nvidia ha accelerato notevolmente i tempi, predisponendo un piano di investimenti da 500.000.000 di dollari che porterà alla creazione di un data center IA di ultima generazione. In definitiva, l’Armenia è già nota alle grandi società dell’ hi-tec come polo di reclutamento di cervelli, ma si sta avviando anche a divenire un hub tecnologico di prima importanza per quello che riguarda la componentistica di precisione e le intelligenze artificiali. Questi sono settori che hanno un importanza molto più rilevante del solo valore economico, poiché rappresentano dei poli strategici fondamentali che, inevitabilmente, si trovano al centro dei negoziati internazionali e delle strategie delle Grandi Potenze.
Il ruolo economico e politico della Diaspora
L’Armenia ha un appeal particolare anche in un’altra forma non immediatamente conteggiabile: la diaspora. Come gli italiani, gli armeni sono tradizionalmente un popolo che non ha grossi problemi ad integrarsi nelle grandi realtà imperiali, sebbene mantengano un fortissimo attaccamento alle loro tradizioni, alla lingua armena, alla loro identità cristiana e alla distante madrepatria, nonché importanti legami di sangue ancora esistenti e forti. Non esiste un censimento accurato per la diaspora armena, ma le stime attestano il numero di armeni che vivono fuori dall’Armenia attorno ai 7 milioni, con le comunità più grandi nella Federazione Russa, negli USA e in Francia. Queste comunità hanno un peso politico, mediatico ed economico che va molto al di là del semplice conteggio dei trasferimenti che possono partire da e per l’Armenia, in quanto possono rappresentare moltiplicatori di forze per quello che riguarda il turismo, i trend di consumo e l’influenza politica. Di nuovo, sono elementi difficilmente inscrivibili in un modello statistico, ma che nondimeno rappresentano dei potenziali asset strategici sia in chiave di influenza della situazione domestica armena, che dei paesi in cui le comunità armene si trovano.
La difficile situazione politica armena
Come facevo notare in un mio vecchio articolo, in cui avevo avuto l’onore di intervistare S.E. Tsovinar Hambardzumyan l’ambasciatrice armena in Italia, l’Armenia è una nazione che ha un’anima incredibilmente antica, ma che di fatto è giovanissima. Sebbene l’area sia abitata dagli armeni già dal 600 a.c. la repubblica in quanto tale nasce il 25 dicembre del 1991, quando la dissoluzione dell’URSS sancisce il definitivo sanzionamento della secessione già in atto. Nonostante la giovane età, la repubblica si è trovata ad affrontare due guerre con il vicino Azero per il territorio conteso del Nagorno Karabakh/ Artsakh, e la Rivoluzione di Velluto del 2018 (quella da cui Pashinyan è emerso come leader politico). Tradizionalmente l’Armenia ha adottato una postura di relativa neutralità, forte dei legami creati dalle comunità della diaspora, ma con un evidente inclinazione verso Russia e Iran, due potenze regionali che sono tendenzialmente su posizioni inverse dello scacchiere rispetto ai vicini turchi e azeri, che invece includono il territorio armeno del progetto geopolitico del Grande Spazio Turanico. Con la Rivoluzione di Velluto del 2018 è però cominciato un avvicinamento verso l’Unione Europea, che ha però subito una forte battuta di arresto quando l’UE, alle prese con l’emergenza Covid, si è tenuta fuori dalla possibilità di intervenire quale protettore della repubblica caucasica durante la Seconda Guerra del Nagorno, scoppiata il 27 settembre del 2020. Un cessate il fuoco è stato negoziato dalla Russia dopo 44 giorni di combattimenti, ma gli stessi russi non hanno voluto esporsi più di tanto nella protezione dell’Armenia sia per una politica di equilibrio con l’Azerbaijan, sia per lo scoppio della Guerra in Ucraina, che ha azzerato la capacità federale di essere attiva su altri fronti. Molti armeni si sono risentiti contro Putin per non aver preso una posizione più attiva nel difendere l’Armenia, ma ancor di più hanno accusato il colpo di essere stati sostanzialmente abbandonati e ignorati dalla UE. Questo ha dato la possibilità a Pashinyan di aprire un tavolo negoziale con gli Stati Uniti, evidentemente interessati già da anni dalle possibilità strategiche di una presenza nel Caucaso.
Le ultime elezioni, tra proteste e endorsement internazionali.
Le elezioni parlamentari si sono tenute il 7 giugno del 2026, e hanno visto la conferma elettorale del partito di Nikol Pashynyan, anche a dispetto di alcuni incidenti che ne avevano ridotto la popolarità, come l’episodio del 14 maggio in cui il Primo Ministro aveva insultato in pubblica piazza degli oppositori, oppure gli arresti di oppositori come Artur Osipyan, l’arcivescovo Galstanyan. Il fatto che il polo principale dell’opposizione a Pashinyan fosse costituito dalla chiesa apostolica armena è qualcosa che ha un sapore meravigliosamente ottocentesco, ma che nondimeno fa riflettere. Ad ogni buon conto, un peso determinante, nella contesa elettorale, ha sicuramente avuto l’endorsement pubblico di Pashynyan emesso dal vicepresidente americano JD Vance. La riconferma per il terzo mandato segna definitivamente il passaggio di campo dell’Armenia verso una posizione di vicinanza con gli USA: prova ne è il fatto che il 4 di giugno il governo abbia firmato l’accordo quadro con gli USA per la partecipazione dell’Armenia nel progetto della Trump Route for International Pace and Prosperity (TRIPP, la strada che collegherà l’Azerbaijan all’enclave del Naxcivan). Se questo si rivelerà una buona cosa per l’Armenia, dipenderà dalla effettiva capacità degli americani di impedire nuove espansioni dell’Azerbaijan e dall’evolversi della guerra in Iran, che è il primo partner commerciale dell’Armenia e il suo più importante alleato nella regione. Almeno fin ora.
SITOGRAFIA
Sito Ufficiale- Centrale Nucleare di Metsamor
Sito Ufficiale – Synopsys Armenia
Sito Ufficiale Silicon IP – Synopsys
Testo Originale in inglese da fonte ufficiale – Memorandum di Cooperazione tra Armenia e USA agosto 2025
Forbes 30 Nov 2025 – Armenia Gets a Datacenter With Nvidia Chips
Domus Europa 14 Marzo 2022 – Nazione giovane, Anima Antica: la mia intervista all’ambasciatrice armena in Italia.
Civilnet 22 maggio 2026 – Hostile rethoric toward displaced Karabakh Armenians overshadows Armenia’s election campaign
First Things febbraio 2026- Visiting an Armenian Archbishop in Prison
Armenpress 10 febbraio 2026 – JD Vance endorses Pashinyan for reelection
Published by Armenpress, original at https://armenpress.am/en/article/1241679
U.S. Embassy in Armenia 4 giugno 2026- Signing of the Framework Agreement between the United States of America and the Republic of Armenia on Strategic Cooperation Concerning the TRIPP
US Department of State 13 gennaio 2026- Joint Statement on the Publication of the U.S.-Armenia Implementation Framework for the Trump Route for International Peace and Prosperity (TRIPP)

